In un’epoca che tende a velocizzare e frammentare, la carne dell’uomo continua a chiedere di essere curata e riconosciuta da mani capaci di tenerezza, da menti attente e da parole buone. (Leone XIV, Magnifica Humanitas, 239)
Tra le bellezze della vita, una è la meravigliosa esperienza del crescere, di diventare giovani donne e uomini, figli e figlie di Dio, capaci di uno sguardo intelligente nei confronti di se stessi, degli altri, di tutto ciò che ci circonda. Occhi svegli per comprendere ciò che fa bene e ciò che non porta a nulla di buono; mani educate a mettersi a servizio degli altri, imparando piano piano l’arte di una carezza, un abbraccio o un bacio. E’ ciò che abbiamo provato a vivere nella settimana di Camposcuola per ragazze e ragazzi delle Scuole Medie, dal 26 luglio al 1 agosto, presso la Struttura Alberghiera “Santo Stefano” di Bibione (VE). La tematica era un piccolo percorso di educazione all’affettività e sessualità, dal titolo “Occhi a cuore”, reso possibile grazie alla collaborazione di alcune figure educative e professionali.
Un ringraziamento particolare lo rivolgiamo all’Equipe educativa, agli animatori, al personale volontario della cucina e a tutti i benefattori che anche quest’anno hanno reso possibile questa nostra speciale avventura.
Dal 19 al 25 luglio, presso la Struttura alberghiera "Santo Stefano" di Bibione (Ente di proprietà della Diocesi di Concordia-Pordenone) abbiamo vissuto la bella e significativa esperienza di Camposcuola con i ragazzi e le ragazze delle scuole Superiori della nostra Comunità parrocchiale. Giornate caratterizzate, oltre che dal gran caldo, da momenti di riflessione, preghiera, gioco, servizio e allegria. Il tema che ha accompagnato l'esperienza è stato quello "Sul limite", prendendo spunto naturalmente dalla Lettera pastorale del Vescovo Domenico per l'anno pastorale appena concluso e dalle belle indicazioni contenute nel Sussidio elaborato dal Centro di Pastorale Giovani della nostra Diocesi. Un ringraziamento speciale è doveroso rivolgerlo agli animatori presenti, alle volontarie della Cucina e a tutti i benefattori che hanno reso possibile l'ottimo svolgimento di questa attività.
Camposcuola Elementari 2026: tre giorni da veri Cavalieri e Dame del Regno di Camelot
Dal 9 al 12 luglio abbiamo vissuto a Lastebasse (Vicenza) un’esperienza intensa e ricca di emozioni con il Camposcuola Elementari 2026. Tre giorni soltanto, ma capaci di lasciare nel cuore di tutti un ricordo bellissimo.
Eravamo 27 bambini e bambine, accompagnati da 4 mamme animatrici, 2 papà animatori, 4 instancabili cuoche e don Andrea. Fin dalla partenza si respirava entusiasmo e voglia di mettersi in gioco.
Ad accoglierci è stato nientemeno che Mago Merlino, che ha chiesto ai bambini la disponibilità a diventare suoi collaboratori per aiutare il Regno di Camelot. Da quel momento ogni partecipante è diventato un’aspirante dama o un aspirante cavaliere. Nel pomeriggio il laboratorio creativo ha visto tutti impegnati nella realizzazione di bracciali e scudi, simboli dell’appartenenza alla grande avventura che stavamo per vivere.
La prima Messa ci ha aiutati a riflettere sull’importanza della fiducia e della collaborazione: nessuno cresce da solo e solo insieme si possono affrontare le sfide più grandi. Durante la celebrazione abbiamo anche dedicato un momento speciale ai grandi sogni che ciascuno porta nel cuore. Ogni bambino e ogni bambina ha scritto il proprio sogno su un cartoncino, affidandolo al Signore con la preghiera.
Dopo cena quei cartoncini si sono trasformati in piccole barche di carta. In silenzio siamo scesi fino al torrente e, uno dopo l’altro, abbiamo lasciato che le barche prendessero il largo, affidando a Dio i nostri desideri, le nostre speranze e il nostro futuro. Vedere quelle piccole barche illuminate dalla luce della sera scorrere sull’acqua è stato un momento intenso, carico di emozione e di raccoglimento, che ha toccato il cuore di tutti e che difficilmente dimenticheremo.
Il venerdì ci siamo incamminati verso la “Scuola del Bosco”. Durante una splendida passeggiata nei boschi di Lavarone abbiamo imparato ad ascoltare il silenzio della natura, lasciandoci parlare dal bosco. Ognuno ha ricevuto anche una piccola missione: compiere un gesto concreto di aiuto verso un altro componente del gruppo. Un’esperienza semplice ma capace di insegnare quanto sia bello prendersi cura degli altri.
La giornata di sabato è stata ricca di colpi di scena. Abbiamo scoperto che Maga Magò aveva rubato a Merlino il prezioso libro contenente alcune pozioni magiche. Attraverso una coinvolgente caccia al tesoro, prove di abilità e divertenti indovinelli siamo riusciti a recuperare le pagine perdute e le formule delle pozioni, che poi abbiamo preparato insieme. Nel pomeriggio spazio alla fantasia con la costruzione di rifugi nel bosco, dove creatività, collaborazione e ingegno hanno dato vita a opere davvero sorprendenti.
La sera abbiamo concluso la giornata con una indimenticabile “Serata Medievale”, gustando ottime specialità alla griglia, tra giochi, musica e balli medievali che hanno coinvolto grandi e piccoli in un clima di autentica festa.
Durante la Messa della domenica abbiamo scoperto il segreto dei veri Cavalieri e delle vere Dame: non sono i più forti o i più coraggiosi, ma coloro che scelgono di mettersi a servizio degli altri, seguendo l’esempio di Gesù.
Una delle caratteristiche più belle del nostro camposcuola è stata l’assenza di squadre in competizione. Non c’erano vincitori e vinti: tutti avevamo un’unica missione, aiutare Mago Merlino a sconfiggere Maga Magò. È stato un modo concreto per sperimentare che l’unione, la collaborazione e l’amicizia valgono molto più della competizione.
Ogni sera, durante la preghiera prima di andare a dormire, abbiamo ripensato alle cose belle vissute durante la giornata, ai gesti di servizio, di gentilezza, di aiuto reciproco e di collaborazione. Abbiamo capito che sono proprio questi piccoli gesti quotidiani a sconfiggere la “Maga Magò” dell’egoismo, dell’indifferenza e delle divisioni.
Naturalmente non sono mancati i momenti di gioco, le mitiche partite a calcio, le risate, il tempo libero condiviso e tanti momenti di amicizia che hanno contribuito a creare un clima di gioia, serenità e allegria.
Un grazie speciale va a tutti i bambini e le bambine che hanno vissuto questa avventura con entusiasmo, alle famiglie per la fiducia che ci hanno accordato, alle mitiche mamme animatrici, ai super papà animatori, alle nostre straordinarie cuoche che ci hanno coccolato con la loro disponibilità e il loro servizio.
Sono stati giorni semplici, ma davvero preziosi. Giorni che porteremo nel cuore e che, ne siamo certi, non dimenticheremo mai.
GREST RAGAZZI E ANZIANI 2026: un’estate di relazioni, gioia e comunità.
Con la festa finale di venerdì 3 luglio si è conclusa l’edizione 2026 del Grest Ragazzi e Anziani della nostra parrocchia. Quattro settimane intense, ricche di entusiasmo, incontri, amicizie e sorrisi che hanno lasciato un segno nel cuore di tutti.
I numeri raccontano solo in parte la bellezza di questa esperienza: oltre 200 ragazzi e ragazze, 55 animatori e animatrici, 25 aiuto animatori di terza media, 20 anziani accompagnati da 15 animatori e animatrici, insieme a tanti volontari che, con generosità e passione, hanno donato tempo, energie e competenze. Dietro questi numeri ci sono volti, storie, relazioni e una comunità che sceglie di crescere insieme.
Il Grest rappresenta ogni anno un servizio prezioso per le famiglie, ma è molto di più. È un luogo dove bambini, adolescenti, adulti e anziani possono sperimentare cosa significa fare Chiesa attraverso la quotidianità: il gioco, la preghiera, il servizio, la condivisione del tempo, l’amicizia e la scoperta dei propri talenti. Anche i laboratori manuali hanno ricordato a tutti quanto sia bello riscoprire il valore delle cose semplici, della creatività e delle relazioni vere, in un tempo in cui il mondo virtuale rischia spesso di prendere il posto di quello reale.
Il tema di quest’anno, ispirato alla storia di Zootropolis, ci ha accompagnati con leggerezza e profondità, aiutandoci a riflettere su valori fondamentali come l’accoglienza di chi è diverso, la giustizia, il rispetto, il coraggio di non arrendersi e la disponibilità a spendersi per gli altri. Un messaggio che i ragazzi hanno saputo tradurre in gesti concreti durante tutte le settimane del Grest.
La novità più significativa di questa estate è stata certamente il Grest Anziani. Per quattro giorni alla settimana, dalle 9.30 alle 13.00, una ventina di nonni si è ritrovata per vivere momenti di compagnia, animazione e condivisione. Tombola, ginnastica dolce, laboratori manuali, film, giochi e tante occasioni di dialogo hanno reso queste mattinate un appuntamento atteso e prezioso. Ma il dono più grande è stato quello dell’incontro tra le generazioni.
Il Grest dei ragazzi e quello degli anziani non sono rimasti due esperienze parallele, ma si sono intrecciati in modo naturale e bello. I ragazzi del laboratorio di cucina hanno preparato biscotti e dolci da offrire ai nonni; il gruppo di danza ha regalato momenti di allegria con i propri balletti; ogni giorno una decina di ragazzi e animatori ha condiviso il pranzo con gli anziani, creando un autentico scambio di racconti, sorrisi, esperienze e affetto. Un piccolo seme che ha mostrato quanto possa essere ricca una comunità quando le diverse età imparano a conoscersi e a camminare insieme.
Questo è stato solo un primo passo, ma certamente un passo importante, che desideriamo custodire e far crescere negli anni a venire.
Un grazie di cuore va a tutte le famiglie che hanno rinnovato la loro fiducia nella proposta educativa della parrocchia; agli animatori e alle animatrici che hanno preparato con entusiasmo ogni giornata; agli aiuto animatori di terza media che hanno iniziato con generosità il loro servizio; alle nostre suore; ai volontari della cucina, instancabili e sempre disponibili; alle volontarie dei laboratori e a tutte le persone che, spesso nel silenzio, hanno contribuito alla buona riuscita del Grest.
Abbiamo sperimentato ancora una volta che una comunità cresce quando ciascuno mette a disposizione ciò che è e ciò che ha. È questa la bellezza della Chiesa: persone diverse che, insieme, costruiscono relazioni, educano, accolgono e si prendono cura gli uni degli altri.
L’estate, però, continua. Ci attendono ancora i campiscuola per i bambini delle elementari, i ragazzi delle medie, gli adolescenti e il campo di servizio. Saranno altre preziose occasioni per crescere nella fede, nell’amicizia e nel servizio.
E poi ci ritroveremo tutti a settembre, alla Festa di Quartiere, per ripartire insieme con entusiasmo, portando nel cuore tutto il bene vissuto in questa splendida estate 2026.
don Andrea
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